L’incisione del legno è uno degli ambiti di massima specializzazione dell’artigianato sardo e trova il suo livello più alto di espressione nelle cassapanche o arche, casse nuziali destinate a contenere i beni più importanti di una famiglia. Infatti, sebbene il popolo sardo per le sue stesse caratteristiche demografiche non si configuri come un popolo nomade, sin dall’antichità ha seguito la tendenza a racchiudere in un contenitore ridotto il fabbisogno di una famiglia per affrontare spostamenti imprevisti. Le cassapanche si possono suddividere a seconda della dimensione e dell’utilizzo a cui erano destinate; da quelle rettangolari alte e strette utilizzate per riporre i costumi di gala, a quelle da viaggio di dimensioni decisamente più contenute. Elemento comune a queste ed altre cassapanche sarde è l’originalità; infatti esse si possono considerare come l’unico mobile autenticamente sardo, il cui prototipo è documentato da un cofanetto di bronzo risalente nientemeno che all’età nuragica. I motivi decorativi tipici sono rimasti bizantineggianti, proprio perchè gli artigiani sardi hanno portato avanti tale tradizione in un certo isolamento e senza l’influenza di alcuna scuola. Tra i centri principali della produzione di intaglio isolana si trovano Cagliari e Sassari, le cui cassapanche risentono dell’influenza dell’Italia peninsulare, e ancora Santulussurgiu, Paulilatino e i paesi della Barbagia, immuni invece a qualsiasi tipo di influenza a livello decorativo e strutturale.