La donna sarda si nasconde e si mostra nei gioielli sardi che indossa. I preziosi sono parte dell’abbigliamento e della cultura stessa di questo popolo. Gli anelli, indossati su tutte le dita, sono tra i gioielli più diffusi.

Gioielli Sardi

Viaggio nella tradizione e usi dei gioielli sardi

Le donne di Quartu Sant’ Elena per non perderli, così come dice Bresciani: “legano le quattro dita con cerchielli a ditale, e però non li possono aprire, o passan per essi dito per dito un nastrellino di seta rossa addoppiato in un fiocchetto d’oro.”

Gioielli Sardi – Storia

La maninfide, diffuso fin dall’etá romana, è l’anello portato in dono alla futura sposa, raffigura due mani che si stringono. In Gallura, diversamente dalla maninfide, l’anello deve avere,
incise sulla piastra, le iniziali di colui che “l ’ha datu l’aneddu”.

Anelli Sardi

Un altro anello di fidanzamento è l’arregoldu, che significa ricordo, un cerchio d’argento con un piccolo cuore, su cui è posto un granello di corallo o una gemma rossa. Le pietre incastonate negli anelli raramente sono preziose, spesso é semplice pasta di vetro che viene o colorata attraverso gli ossidi o sotto cui viene collocata, sul fondo dell’incastonatura, una lamina colorata.

Alcuni anelli si credeva avessero poteri taumaturgici, questi potevano essere prestati a chi ne avesse avuto bisogno lasciando come pegno gioielli di alto valore, lo scambio doveva avvenire lasciando l’anello per terra in modo che venisse raccolto dal richiedente e non per mano diretta del prestatore. Alla fortuna degli anelli sardi si contrappone la quasi totale assenza dei bracciali, forse dovuta alle maniche già riccamente onorate di merletti e bottoni in filigrana. Ad un anno dalla nascita alle bambine venivano applicati degli orecchini d’argento “a cerchio”.

Orecchini Sardi

Gli orecchini a bottone e “a cerchio”, in oro o argento, spesso arricchiti da pendenti in corallo sono tra i più diffusi in Sardegna. Nonostante la loro costante presenza raramente gli orecchini compaiono nelle iconografie, questo perché spesso celati dai tradizionali copricapi di lino finissimo. Ciò che non poteva mancare al collo di una donna sarda erano i vaghi a forma di barilotto di corallo rosso su cordoncino che compongono la collana più comune. In Sardegna, come in Abruzzo, se i vaghi sono d’oro sferici o ovali la collana prende il nome di cannaca. Le catene, nel campidanese portate anche fino al ginocchio, hanno maglie dalle forme differenti e, quelle in argento maglia doppia, venivano indossate anche dagli uomini. Alla catena o a un nastro di velluto a girocollo spesso venivano appesi medaglioni e pendenti intessuti di filigrana e pietre.
Tutti questi gioielli, di solito lasciati in eredità, talvolta erano donati alla Madonna per ricevere una grazia o per devozione.